Valle d’Aosta


Montagnes valdôtaines,

Vous êtes mes amours;

Hameaux, clochers, fontaines,

Vous me plairez toujours.

Rien n’est si beau que ma patrie,

Rien n’est si doux que mon amie,

O montagnards,

Chantez en chœur

De mon pays, La paix et le bonheur!

De mon pays,
La paix et le bonheur!

Les montagnards sont là!

Halte là! Halte là! Halte là!

 

 

Montagnes Valdotaines, Alfred Roland

La Valle d’Aosta è la più piccola delle venti Regioni d’Italia, la meno popolosa e meno densamente abitata.

Autentico “Passaggio a Nord Ovest”, e’ da sempre un importante punto di transito. Sin dall’era Neolitica attraverso i suoi valichi, l’uomo ha varcato le Alpi nei due sensi.

Tetto d’Europa, la Valle d’Aosta ospita le montagne più alte delle Alpi come il Monte Bianco (4.810 m), il Monte Rosa (P.ta Dufour, 4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Gran Paradiso (4.061 m).  Questo la rende una delle regioni italiane protagoniste del turismo invernale. Ma in Primavera le valli e i parchi offrono ai visitatori una scenografia piena di vita e di colori da attraversare in lunghe passeggiate tra la natura.

DATI AMMINISTRATIVI

Capoluogo AOSTA

Lingue ufficiali  ITALIANO, FRANCESE

Data di istituzione  1948

Superficie 3.263 km q

Abitanti 127.991 (1-1-2011)

Densita’  39,22 ab/km q

Comuni  74

Regioni confinanti PIEMONTE

Nome abitanti VALDOSTANI

PIL (PPA)  3.421,1 euro

PIL PROCAPITE (PPA) 26.756  euro

GEOGRAFIA

La regione conta ben 700 laghi tra naturali ed artificiali, e gli oltre 200 ghiacciai coprono una superficie complessiva di circa 120 km quadrati. Il loro scioglimento produce circa 5 milioni di metri cubi all’anno e costituisce una delle maggiori riserve idriche d’Italia.

Con 27 aree decretate siti di interesse comunitario e 5 zone di protezione speciale (Zps) la Valle d’Aosta e’ la regione europea con la maggior concentrazione di aree protette,  occupate da parchi, riserve naturali e oasi. La maggiore estensione protetta e’ quella del Parco Nazionale Gran Paradiso (414,95 km quadrati)  seguita  dal Parco Regionale Mont Avic (57,51 km quadrati). Inoltre più di un quarto del territorio valdostano e’ inoltre interessato da zone di protezione speciale per gli uccelli selvatici.

Un territorio montuoso come questo e’ particolarmente ricco di ghiacciai, inesauribile serbatoio di acque necessario per l’agricoltura e e la produzione di energia. Sono almeno 200, circa un quarto di tutti i ghiacciai italiani. Il piu’ esteso e’ quello del Miage, alimentato dal Monte Bianco ed esteso per 1100 ettari con una lunghezza di oltre 10 km.

 

IL CLIMA

Il clima della regione e’ prettamente continentale . Le precipitazioni  annuali sono scarse poiché le montagne formano alle perturbazioni provenienti da ovest, e si manifestano soprattutto in autunno e primavera.

SIMBOLI REGIONALI

La bandiera della Regione è formata da un drappo di forma rettangolare, suddiviso verticalmente in due sezioni uguali di colore nero e rosso, con la banda nera dalla parte dell’asta. La sua origine risale agli anni della Resistenza. I colori rosso e nero vennero utilizzati per la prima volta da Joseph Bréan su un opuscolo del 1942, intitolato “I grandi valdostani”, traendoli dal sigillo cinquecentesco del Ducato di Aosta, un leone d’argento su scudo nero al capo di rosso. La Resistenza valdostana scelse come propria bandiera un drappo con due bande orizzontali: nero sotto e rosso sopra. Questa bandiera, pur riconosciuta da tutti, non venne ufficializzata nello Statuto di Autonomia. Negli anni ’50 la bandiera si trasformò in quella attuale a bande verticali.

AMMINISTRAZIONE

La Valle d’Aosta è stata una delle prime quattro regioni autonome ad essere instituite nel 1948  in Italia, ed  ha la particolarità di costituire un’ unica provincia,  questo significa che esclude la presenza di organi di amministrazione provinciali.

LA LINGUA

Confinante con la Francia e la Svizzera e’ caratterizzata da un peculiare sistema linguistico,  la popolazione parla una lingua gallo-romanza definita francoprovenzale, il patois valdostano. Ma l’evoluzione storica ha fatto si che la Valle d’Aosta diventasse una regione ufficialmente bilingue, dove l’italiano e il francese godono dello status di lingue ufficiali paritarie.

AGRICOLTURA

La Valle d’Aosta e’ una regione che sa sfruttare le sue risorse. Agricoltura, allevamento, foreste, sono tradizionalmente alla base dell’economia. Si coltivano segale, verdura, patate, foraggio, mele e uva, mentre l’allevamento bovino produce carne e ottimi latticini. Le razze di mucche sono selezionate e comprendono mucche alpine dal mantello tutto nero o pezzate bianche e nere, utilizzate per latte, burro e formaggi. Tra i prodotti caseari spicca la fontina valdostana, uno dei piu’ pregiati formaggi italiani.

INDUSTRIA

Il settore principale e’ quello dell’artigianato rustico valdostano del legno, ma anche di oggetti in ferro battuto e ottone. Le attivita’ industriali sono legate alla vita nel fondovalle. L’enorme ricchezza di energia idroelettrica ha facilitato la nascita di un polo industriale siderurgico ad Aosta ed uno tessile a Chatillon.

Il turismo resta tra le maggiori risorse economiche della Valle d’Aosta.

CULTURA E MONUMENTI

Il capoluogo della regione e’ Aosta, città fondata dai Romani nel 25 A.C.

Della città Romana si  conserva ancora l’impianto urbanistico, la cinta muraria e numerose vestigia tra cui l’arco di Augusto, la Porta Praetoria il vasto teatro e il criptoportico forense. Importanti anche le testimonianze Medievali come la Colleggiata di Sant’Orsola con il suo prezioso chiostro romanico.

Anche il resto della regione conserva importanti testimonianze del passato, come numerosi castelli medievali e fortificazioni che l’uomo ha eretto nei secoli per controllare il passaggio attraverso la valle. Tra questi ultimi un posto di rilievo viene occupato dall’importante Forte di Bard.

Altri centri piu’ piccoli ma di grande richiamo turistico sono San Vincent, Courmayeur, Cervinia e Gressoney.

Lo sviluppo turistico di Saint-Vincent iniziò con il termalismo.

La sorgente Fons salutis, scoperta nel 1770 dall’abate Jean-Baptiste Perret, era frequentata dalla nobiltà sabauda che veniva nella cittadina valdostana a “passare le acque”.

Nel marzo del 1947 nei locali del prestigioso Gran Hotel Billia e’ stato inaugurato  il Casino de la Valle`e di Saint Vincent. Questo e’ stato per anni la sala da gioco più importante  d’Europa.

Ma Saint-Vincent e’ conosciuta anche per I numerosi Premi che ospita ogni anno, Il Premio Saint-Vincent per il giornalismo, indetto nel 1948, le Grolle d’Oro, uno dei più antichi riconoscimenti per il cinema italiano, istituito nel 1950, dal 2001 la Telegrolle-Premio Saint Vincent per la fiction televisiva e dal 2007 la Radiogrolle-Premio Saint Vincent per la radio.

Courmayeur, una delle piu’ celebri stazioni sciistiche d’’Italia, e’ una vivace cittadina dotata di ottime attrezzature turistico-alberghiere.

E’ collegata alla Francia dal traforo del Monte Bianco, inaugurato nel 1965 e da una spettacolare funivia, una delle piu’ lunghe al mondo.

Cervinia e Gressoney sono importanti centri di sport invernali.

CURIOSITA’ E TRADIZIONI

Anticamente la vita valdostana era regolata dai cicli stagionali cari al mondo contadino: la fienagione, la mietitura, la vendemmia, la risalita all’alpeggio, avvenimenti che nella vita del villaggio assumevano importanza straordinaria, ed erano accompagnati da feste e cerimonie religiose.

Con il passare del tempo molte tradizioni si sono perse, ma qualcuna ancora resiste, come la benedizione delle mandrie, i fuochi di San Giovanni la battaglia fra le mucche e la Fiera del Sant’Orso. Proprio quest’ultima e’ legata ad una antica leggenda valdostana che narrava che ogni anno all’inizio dell’inverno, Sant’Orso regalava ai poveri un paio di zoccoli di legno. Alla sua morte la tradizione venne ripresa dai montanari che diedero vita alla fiera proprio in ricordo del Santo. Ancora oggi i tradizionali zoccoli di legno sono il simbolo della Fiera che si tiene ad Aosta ogni anno alla fine di gennaio. Questi zoccoli ricordano i classici sabot olandesi e fino a pochi anni fa erano molto usati poiche’ avevano il vantaggio di essere caldi e asciutti. Ancora oggi in un piccolo laboratorio di Periassoc si confezionano a mano i tradizionali zoccoli di legno di salice o di abete ben stagionato.