SITI UNESCO

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In Friuli Venezia Giulia tre sono i siti Unesco: la Basilica di Aquileia, anno di nomina 1998, la Zona archeologica di Aquileia, anno di nomina 1998, e le Dolomiti, anno di nomina 2009.

 

La Basilica di Aquileia, il primo edificio di culto cristiano aquileiese fu edificato nel 313 d.C. dal vescovo Teodoro.

Era costituito da tre grandi aule rettangolari poste a ferro di cavallo, dal battistero e da ambienti di servizio
Le due aule parallele (teodoriana sud e teodoriana nord) erano mosaicate ed adibite alla celebrazione della messa e all’insegnamento delle Sacre Scritture; la sala trasversale, pavimentata a cocciopesto, veniva invece utilizzata come collegamento tra le due aule precedenti. 
Verso la metà del IV secolo l’aula teodoriana nord subì un notevole ampliamento allo scopo di contenere un numero sempre più grande di fedeli (aula post-teodoriana nord). Accanto venne costruito un nuovo battistero con vasca esagonale. Detta aula venne distrutta dagli Unni di Attila nel 452 d.C. e mai più ricostruita. 
Successivamente anche l’aula teodoriana sud venne trasformata in un edificio a tre navate con un grande battistero di fronte al suo ingresso principale (aula post-teodoriana sud). 
Nella prima metà del IX secolo il patriarca Massenzio volle avviare i primi lavori di ristrutturazione di quest’ aula creando il transetto, la cripta degli affreschi (sotto il presbiterio), il portico e la Chiesa dei Pagani.

La basilica attuale è sostanzialmente quella consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone dopo le modifiche da lui eseguite (sopraelevazione dei muri perimetrali, rifacimento dei capitelli, affresco dell’abside e costruzione dell’imponente campanile alto 73 metri). 

Ulteriori interventi furono apportati dal patriarca Voldorico di Treffen nel XII sec. (affreschi nella cripta massenziana con scene della vita di S. Ermacora, della Passione di Cristo ed altre a carattere allegorico e profano) e dal patriarca Marquardo di Randek nel XIV secolo (archi a sesto acuto fra le colonne e tutta la parte alta della basilica compreso il tetto a carena di nave rovesciata, lavori resi necessari dopo il terremoto del 1348).

 

Per quanto riguarda la zona archeologica le aree di scavo attualmente visitabili costituiscono una minima parte del patrimonio edilizio emerso con gli scavi: le difficoltà causate dalla natura del suolo, ricco di acque freatiche, hanno consigliato il reinterramento della maggior parte.

Una prima distinzione va effettuata sulla connotazione dei complessi lasciati in vista: alla vita pubblica appartengono il Foro ed il Porto Fluviale, sono pertinenti alla sfera privata le abitazioni ed il sepolcreto. Un percorso che li comprenda entrambi restituisce la visione e la comprensione del ruolo rivestito da Aquileia romana nel mondo antico.

 

Le Dolomiti, anche dette monti pallidi, prendono il nome dal naturalista francese Deodat de Dolomieu ( che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi orientali italiane, comprese tra le province di Belluno (sul cui territorio sono situati la maggior parte dei gruppi dolomitici), Bolzano, Trento, Vicenza, Verona, Udine e Pordenone.

Numerosi parchi naturali proteggono questa particolare natura e vari comitati ad hoc si sono impegnati nel proporre le Dolomiti comePatrimonio dell’umanita’ dell’Unesco, tentativo coronato da successo il 26 giugno 2009, quando a Siviglia i ventuno componenti del World Heritage Committee hanno deciso all’unanimità di includere le Dolomiti nell’elenco dei patrimoni naturali.

Alcune fra le località di villeggiatura più conosciute presenti nelle vallate dolomitiche sono: Cortina d’Ampezzo nella Conca Ampezzana, Auronzo di Caldore, Padola in Comelico, Rocca Pietore-Marmolada nella Val Pettorina, Ortisei, Selva e Santa Cristina in Val Gardena, Dobbiaco in Val Pusteria, Canazei nella Val di Fassa, Falcade e Canale d’Agordo in Valle di Biois, Cavalese nella Val di Fiemme, San Martino di Castrozza nel Primiero, Arabba nella Valle di Livinallongo, Corvara, La Villa, San Cassiano, Badia, Colfosco in Val Badia, Pinzolo, Madonna di Campiglio in Val Rendena e Forni di Sopra, in Friuli Venezia Giulia.

 

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